TURI – L’associazione Cultura & Armonia si è offerta di sostenere il restauro del pregevole busto reliquiario di Sant’Oronzo, custodito nella Chiesa Madre di Turi, un’opera che raffigura il Santo con i simboli episcopali: la mitra, i paramenti sacri e il pastorale, il bastone d’ufficio che ne indica la dignità vescovile. L’intervento riguarderà infatti due elementi distinti dell’opera: da un lato il busto vero e proprio, dall’altro il pastorale, entrambi segnati dal tempo e dall’usura e per questo bisognosi di un recupero conservativo mirato.
L’iniziativa si inserisce nel percorso che l’associazione porta avanti da tempo sul territorio, un impegno che negli ultimi anni si è già tradotto nel recupero di altre opere sacre significative per la comunità turese. Anche in questo caso, Cultura & Armonia conferma la propria vocazione: essere presente non solo negli eventi culturali e negli appuntamenti pubblici, ma anche laddove si tratta di custodire la memoria religiosa e artistica del paese.
Un progetto reso possibile anche grazie alla vicinanza e alla partecipazione attiva del parroco della Chiesa Madre, don Luciano Rotolo, che ha accolto con favore la proposta dell’associazione, riconoscendo nel restauro non un semplice intervento conservativo, ma un gesto di attenzione verso l’identità spirituale e storica della comunità.
Il busto di Sant’Oronzo rappresenta per Turi molto più di un’opera d’arte: è un punto di riferimento per la devozione popolare, legato indissolubilmente al culto del Santo patrono e alle tradizioni che ogni anno animano la vita religiosa del paese. Accanto al restauro del busto, particolare attenzione sarà dedicata al pastorale: il bastone, uno degli elementi più delicati e simbolicamente rilevanti dell’intera opera, richiede infatti un intervento specifico che ne restituisca la solidità e l’integrità originaria, così da riconsegnare alla comunità un’opera completa in ogni sua parte.
Con questo nuovo intervento, Cultura & Armonia ribadisce il proprio ruolo di presidio culturale e sociale per Turi, dimostrando come la valorizzazione del patrimonio artistico possa intrecciarsi con il rispetto delle tradizioni religiose più radicate nella comunità, in un dialogo costante tra associazionismo locale e istituzioni ecclesiastiche.









