Economia e Lavoro

DIGITALIZZAZIONE E INNOVAZIONE CULTURALE, QUESTI I TEMI AL CENTRO DEL CONFRONTO TRA PROFESSIONISTI NEL TERZO CONGRESSO REGIONALE DI CONFPROFESSIONI PUGLIA

È stato un punto di partenza per una ripresa consapevole, il terzo congresso regionale di Confprofessioni Puglia che si è svolto ieri mattina a Bari nell’Hotel Palace intitolato “In corsa con l’emergenza COVID, i contributi e le strategie dei professionisti”.

Decine i professionisti che si sono confrontati sul presente sul futuro di un settore rilevante nel mondo del lavoro, un settore centrale, ma che ancora viene poco riconosciute dalla politica. Al centro della discussione infatti, i problemi da affrontare, ma anche le opportunità e le ipotesi di rilancio del settore dei liberi professionisti che hanno dimostrato, nel pieno dell’emergenza, di essere partner indispensabili delle istituzioni.

<<La libera professione pugliese si è dimostrata pronta in ogni momento che ha caratterizzato, ed ahimè caratterizzerà questa pandemia – ha affermato Roberto Maffei presidente di Confprofessioni Puglia – La scarsa attenzione delle istituzioni nei confronti di problematiche storiche e specifiche del momento, non ha scoraggiato i liberi professionisti, che anzi hanno trovato ispirazione dall’emergenza per propositi virtuosi che possano garantire un futuro non solo per gli studi professionali, ma anche per tutto l’indotto che sviluppano. Possiamo dire, senza timore di essere contraddetti, che la società intera si è resa conto di non poter fare a meno delle loro preziose prestazioni>>.

L’intento della giornata di lavori era stilare un manifesto delle priorità. Per questo, tra le altre cose, ci si è focalizzati su alcuni determinati punti. Tra questi il passaggio deleterio dalla liberalizzazione alla deregolamentazione, e l’equo compenso.

<<Bisogna fare un salto di qualità – ha sostenuto il sottosegretario di Stato alla Giustizia Francesco Paolo Sisto – Il professionista deve diventare garante della legalità. Si deve proporre nel sistema economico come garante del rispetto delle regole perché anche l’impresa che rappresenta lo sia. E’ un upgrade indispensabile per evitare di essere considerati semplicemente dei privati che difendono i soliti interessi privati. I professionisti sono stati ignorati nella prima parte della legislatura, ma ora l’aria è cambiata. Il Sud ha bisogno di una sola cosa: di occasioni di produttività. E lo Stato deve diventare partner delle imprese>>.

<<Al ricambio generazionale, necessario, bisogna associare un cambio di registro per quanto riguarda la comunicazione e l’interazione con le istituzioni per la stesura dei bandi – ha sostenuto Francesco Cataldi consigliere giunta UNGDCECIl processo di semplificazione, unitamente alla predisposizione di un nuovo calendario fiscale sostenibile, non è più rimandabile e non è più tollerabile una semplificazione solo nei confronti delle pubbliche amministrazioni – ha continuato Cataldi – I Giovani Dottori Commercialisti hanno la necessità di liberare tempo e risorse per dedicarli ad attività specialistiche con un maggior margine di redditività. In tale contesto gioca un ruolo fondamentale anche l’aggregazione tra professionisti che agevola il processo di specializzazione. Il dottore commercialista avrà un ruolo nevralgico per la soluzione delle crisi aziendali post pandemia e sarà d’ausilio per il rilancio economico delle aziende attraverso la consulenza manageriale e gli incarichi di Temporary Manager o di amministratore indipendente nei CdA delle PMI>>.

In crescita, a differenza di alcune professioni che hanno molto sofferto la crisi durante l’emergenza pandemica, il settore dei medici veterinari che ha registrato al Sud il 76% in più delle prestazioni così come sostenuto da Marco Melosi presidente dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari.

Di digitalizzazione, invece, ha parlato Ugo Lopez esperto informatico e consigliere Inarsind Bari. <<L’inaspettata pandemia mondiale – ha dichiarato – ha dato una forte spinta verso il digitale mettendo a nudo luci ed ombre della “digital readiness” italiana. Il digital divide, la mancanza di digital literacy, l’assenza di una riserva di legge per una professione critica come quella dell’informatico, specie in alcuni settori come quello medico e forense, ha posto grandi interrogativi sulle nostre capacità di sfruttare, al meglio e in sicurezza, le nuove tecnologie informatiche, anche dopo il termine dell’emergenza sanitaria>>.

L’obiettivo dei prossimi mesi di lavoro è disegnare un futuro possibile per le nuove generazioni, lavorando in rete e puntando sulla formazione.

Bari, 31/10/2021

di Redazione