Arte e Spettacolo

Bif&st 2026: Bari si scopre capitale del cinema

Cinquantamila presenze, sale esaurite e sei milioni di visualizzazioni social: la diciassettesima edizione del festival barese lascia il segno.

Quando i titoli di coda scorrono sull’ultimo film in programma, restano sul selciato dei vicoli baresi le tracce di una settimana che la città non dimenticherà tanto presto. Il Bif&st 2026 — diciassettesima edizione del Bari International Film & TV Festival — si è chiuso con numeri che parlano da soli: oltre cinquantamila presenze complessive in otto giorni, teatri e cinema esauriti già al mattino, una folla trasversale che mescolava studenti universitari, anziani e turisti stranieri attirati fin dalla Puglia dall’eco del festival.

Non si è trattato del trionfo di un singolo film né di una stella del cinema in passerella. Il vero protagonista di questa edizione è stato il pubblico. Famiglie, appassionati, curiosi: tutti seduti fianco a fianco davanti a uno schermo, in quella dimensione collettiva che il cinema — e solo il cinema — riesce ancora a offrire. Una qualità che il direttore artistico Oscar Iarussi ha definito, con una certa soddisfazione, “una sorta di tregua simbolica” rispetto alle turbolenze del mondo contemporaneo.

Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha esordito con un ringraziamento insolito — non agli ospiti di richiamo, non agli sponsor, ma a chi il festival lo costruisce nell’ombra: “dagli autisti a chi si occupa della comunicazione”. Un gesto che racconta qualcosa di autentico sulla filosofia di questa manifestazione, che la Fondazione Apulia Film Commission produce con un approccio artigianale, attento alla sostanza prima che all’apparenza.

Il festival è finanziato dalla Regione Puglia con risorse del Fondo di Rotazione POC 2021-2027 e sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla SIAE, con il coinvolgimento di università, fondazioni e realtà imprenditoriali del territorio. Un ecosistema che tiene insieme cultura alta e radicamento locale, senza che l’uno soffochi l’altro.

Mentre le platee si riempivano, il Bif&st conquistava anche gli schermi domestici di mezzo mondo. Dal rilancio del sito ufficiale bifest.it a metà marzo, gli utenti attivi hanno sfiorato le 28.000 unità, con oltre 250.000 visualizzazioni e mezzo milione di click registrati. Dati notevoli, eppure ancora incompleti: quelli delle ultime due giornate di festival non erano stati ancora elaborati al momento della chiusura.

Sul fronte social, sei milioni di visualizzazioni e oltre centomila interazioni hanno trasformato Bari in un trending topic diffuso. Particolarmente sorprendente la presenza internazionale: utenti da Francia, Spagna, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti, e addirittura 188 accessi dalla Cina. Un festival pugliese che, silenziosamente, parla al mondo. Il canale WhatsApp del festival, aperto da appena venti giorni, ha già raggiunto i duemila iscritti.

Tra i momenti più significativi della programmazione c’è stato uno che, forse, non figurava nei comunicati più battuti. Il cortometraggio Luna Verde, realizzato dall’accademia del cinema dei ragazzi del quartiere San Pio, è stato proiettato all’interno del festival. Un inserimento che il sindaco Vito Leccese ha letto come un segnale preciso: il Bif&st può diventare strumento di riconnessione sociale per le periferie cittadine. Non solo vetrina, ma leva di cambiamento.

Ha riscosso grande consenso anche la mostra collaterale “Sembra ch’è passato un giorno. Voci, storie, immagini dal romanzo del cinema italiano”, curata da Silvio Danese e allestita a Palazzo Starita — visibile fino al 12 aprile — realizzata in collaborazione con la Fondazione Puglia. Un percorso espositivo che ha ampliato l’esperienza del festival ben oltre le proiezioni, trasformando il centro storico in un palcoscenico diffuso.

Il prossimo appuntamento è già fissato: dal 10 al 17 aprile 2027, il Bif&st compirà diciott’anni. Decaro ha usato questa scadenza come metafora: “La Puglia deve guardare avanti, deve continuare a credere in se stessa”. Una regione che, attraverso il cinema, ha imparato a raccontarsi — e a farsi raccontare — non più come sfondo pittoresco ma come soggetto attivo, per usare le parole del sociologo Franco Cassano che il presidente ha evocato nel suo intervento finale.

Cinquantamila presenze. Sei milioni di visualizzazioni. Attori stranieri che scoprono Bari con sorpresa. Ragazzi di periferia che vedono il loro corto proiettato in sala. Forse è proprio questa somma eterogenea — impossibile da ridurre a una sola cifra — la cifra autentica del Bif&st 2026