Bari – È un Giuseppe Tornatore intimo, nostalgico e a tratti rivelatore quello che si è raccontato al pubblico della diciassettesima edizione del Bif&st – Bari International Film&Tv Festival. Ospite d’onore della kermesse pugliese in programma dal 21 al 28 marzo 2026, il Premio Oscar ha ripercorso le tappe di una carriera straordinaria in una lunga conversazione con il critico Paolo Mereghetti, seguita alla proiezione del suo pluripremiato La migliore offerta.
Al regista siciliano viene conferito il Premio Bif&st Arte del cinema, celebrato con una speciale proiezione al Teatro Petruzzelli del suo capolavoro Nuovo Cinema Paradiso, accompagnato dalle musiche eseguite dal vivo dall’Orchestra del Teatro Petruzzelli diretta dal Maestro Pietro Mianiti.
Gli esordi: la fotografia e la libertà perduta. Prima ancora della macchina da presa, la vera folgorazione di Tornatore è stata la fotografia: “Raccoglievo i volti di chiunque incontrassi ovunque andassi, un modo bizzarro di tenere un diario”, ha confessato il regista. Ispirato dal maestro Mimmo Pintacuda e dalle opere di Ferdinando Scianna, ha portato con sé una macchina fotografica dai 10 ai 25 anni, un vero e proprio allenamento all’osservazione dell’animo umano.
Questa immediatezza giovanile rappresenta per Tornatore un rimpianto rispetto alle dinamiche dell’industria cinematografica odierna. “Andare in giro e fotografare di nascosto o riprendere in Super8 ai miei occhi rimane l’esperienza più libera della mia vita professionale”, ha dichiarato, sottolineando la pesantezza burocratica che oggi costringe i registi a dover convincere una lunga filiera di produttori, distributori e avvocati prima di poter raccontare una storia.
Il metodo Tornatore: dal casting ai “film mai nati”. Sul rapporto con gli attori, il regista ha svelato di vivere ogni progetto con “il complesso dell’opera prima”, rifiutando l’idea di avere attori feticcio. La scelta dei protagonisti avviene in totale libertà e spesso attraverso metodi non convenzionali: durante i provini, Tornatore non rivela mai all’attore per quale ruolo lo stia valutando, affidandosi all’intuito della prima reazione. Una libertà creativa che gli ha permesso di imporre un attore costoso come Tim Roth ne La leggenda del pianista sull’oceano, così come di puntare su volti sconosciuti per il kolossal Baarìa.
Guardandosi indietro, il bilancio è positivo ma non privo di cicatrici. “Sono sicuro di avere fatto solo i film che mi piacevano”, ha affermato con orgoglio, rivelando però che le vere ferite della sua carriera sono i progetti mai realizzati, come Leningrad e, soprattutto, Il sognatore indiscreto, un’opera riscritta per trent’anni ma giudicata sempre “troppo complicata” dai produttori.
L’odissea di Nuovo Cinema Paradiso. Il momento più atteso dell’incontro ha riguardato l’incredibile genesi di Nuovo Cinema Paradiso. Quella che oggi è considerata una pietra miliare del cinema mondiale, nacque sotto i peggiori auspici. Rifiutato dal suo primo produttore, Goffredo Lombardo, perché intimorito dai costi, il film trovò la fiducia di Franco Cristaldi.
Il percorso fu a dir poco travagliato. La primissima proiezione avvenne proprio a Bari nel 1988, in un formato di tre ore, e si concluse con un bizzarro “Premio per il miglior contributo tecnico artistico nella prima parte del film”, che spinse un furioso Tornatore a scrivere una lettera di protesta all’allora presidente di giuria Lea Massari. I successivi tagli per ridurre la pellicola prima a due ore e mezza, poi a due ore, non evitarono il disastro al botteghino italiano, portando lo stesso Cristaldi sull’orlo del ritiro dalle scene.
La svolta arrivò grazie ai festival internazionali, non senza ulteriori scossoni. Dopo aver ritirato il film dal Festival di Berlino a causa di alcune dichiarazioni sprezzanti sul cinema italiano da parte del direttore Moritz de Hadeln, la pellicola sbarcò a Cannes. Lì vinse il Grand Prix Speciale della Giuria, fu acquistata dai fratelli Weinstein per il mercato americano e iniziò la cavalcata trionfale che si concluse con l’Oscar e incassi da record in Italia.
Oggi, mentre si gode il tributo del Bif&st, Tornatore guarda ancora avanti: ha già un film scritto e un altro in fase di preparazione. Una carriera che continua, sempre all’insegna di quella stessa, inossidabile, libertà creativa.



