Cronaca

Scomparsa Renato Moro, nelle parole di cordoglio del sindaco di Lecce è racchiuso il dolore di un’intera comunità

Renato Moro caporedattore centrale del “Nuovo Quotidiano di Puglia”

Il caporedattore centrale del Nuovo Quotidiano di Puglia Renato Moro, originario di Galatone, è deceduto questa notte a causa di un arresto cardiaco, avrebbe compiuto 61 anni il prossimo 15 aprile. Ieri sera aveva chiuso come ogni sera il numero di “Quotidiano”. Il suo personale ricordo sui social al compianto Professor Cassano (deceduto ieri all’alba ndr) è tra i suoi ultimi messaggi pubblicati ieri. Lascia la moglie Annarita, sua collega a “Quotidiano”, e tre figli.

Renato ha raccontato i travagli, le contraddizioni, le ambizioni, le sconfitte e le speranze della nostra terra. Lo ha fatto con la professionalità e la consapevolezza del giornalista serio, puntuale, scrupoloso e attento ai fatti. Capace di coltivare la profondità, anche a dispetto dello spirito degli ultimi tempi.Non sono in tanti a potersi consentire di alzare credibilmente la voce con le istituzioni, di richiamare un intero territorio a prendere coscienza dei propri limiti e delle proprie mancanze, di suonare la sveglia e di essere ascoltati davvero: Renato era uno di questi. I suoi articoli erano e saranno da leggere. La sua voce una di quelle che continueranno ad essere ascoltate, anche oltre questo doloroso passaggio.La famiglia del Nuovo Quotidiano di Puglia perde uno dei suoi padri, che un tempo era stato figlio del giornale. Il giornalismo salentino una personalità riconosciuta e stimata, difensore appassionato di un mestiere che le insidie della modernità mettono in difficoltà. La famiglia e gli amici un uomo, un compagno, un padre di dolcezza mai esibita, gentilezza naturale, timidezza malcelata”.

Il virgolettato che avete appena letto si riferisce alle parole di cordoglio espresse da Carlo Salvemini Sindaco alle quali ci sembra doveroso far seguire il pensiero più intenso e umano dell’uomo e semplice cittadino Carlo Salvemini pubblicato sulla pagina social appena appresa la notizia.

“La giornata è iniziata con quei colpi bassi che ti lasciano senza fiato.Il telefono che squilla ad un ora insolita, sul display compare il numero di un giornalista che conosci da tanto.”Carlo hai saputo?” la voce rotta dal pianto. “Stanotte è morto Renato Moro”. Il dolore ha il potere di importi un’apnea prolungata, durante la quale vieni investito da un’onda che è impasto di ricordi, immagini, riflessioni. Riemergi portandoti addosso l’affanno di una lotta dalla quale esci improvvisamente diverso. Ho immediatamente pensato ad Annarita, e a quando mi annunciò anni fa della sua storia d’amore con Renato. Al piccolo Carlo, che porta il nome di uno zio anche lui morto troppo presto. Al dolore di un anno orribile, che aveva portato via uno dopo l’altro i genitori di Renato.E naturalmente a quel sorriso sornione, ai caffè che ogni tanto ci capitava di consumare assieme in quel quadrilatero nel quale si trovano la sede del giornale – la sua seconda casa – e il Palazzo di Città. Agli scambi di opinioni su fatti e situazioni rispetto ai quali capitava di confrontarsi e a volte anche di trovarsi d’accordo. Ai ricordi personali si sono poi aggiunti quelli pubblici.Legati ad una biografia professionale che ho cominciato a incrociare anni fa (tanti ormai).Renato ha raccontato i travagli, le contraddizioni, le ambizioni, le sconfitte e le speranze della nostra terra. Lo ha fatto con la professionalità e la consapevolezza del giornalista serio, puntuale, scrupoloso e attento ai fatti. Capace di coltivare la profondità, anche a dispetto dello spirito degli ultimi tempi. Non sono in tanti a potersi consentire di alzare credibilmente la voce con le istituzioni, di richiamare un intero territorio a prendere coscienza dei propri limiti e delle proprie mancanze, di suonare la sveglia e di essere ascoltati davvero: Renato era uno di questi. I suoi articoli erano e saranno da leggere. La sua voce una di quelle che continueranno ad essere ascoltate, anche oltre questo doloroso passaggio.La famiglia del Nuovo Quotidiano di Puglia online perde uno dei suoi padri, che un tempo era stato figlio del giornale. Il giornalismo salentino una personalità riconosciuta e stimata, difensore appassionato di un mestiere che le insidie della modernità mettono in difficoltà.La famiglia e gli amici un uomo, un compagno, un padre di dolcezza mai esibita, gentilezza naturale, timidezza malcelata.Ciao Renato,ti sia lieve la terra“.

di Redazione

255Giuseppe Fornari, Titti Caterina de Simone e altri 253Commenti: 25Condivisioni: 10Mi piaceCommentaCondividi